Coalizione

CITTADINANZA ATTIVA

 

Programma di Governo per la XXVIII^ Legislatura

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Premessa
Le persone, cittadini e cittadine sammarinesi che s’impegneranno con tutte le loro energie nella prossima campagna elettorale e nella prossima legislatura sentono come necessità vitale per il Paese l’esigenza di:
• Ridare forza e dignità internazionale alla Repubblica.
• Rigenerare il sentimento di piccola comunità capace di originare solidarietà, progettualità innovazione per preservare e valorizzare i beni comuni
• Scacciare il malaffare e l’illegalità.
• Evitare alla Repubblica il collasso economico e lo scontro sociale.

Tutto questo deve avvenire attraverso un processo che generi “buona politica” che leghi le persone di buona volontà in un progetto comune, che premi la qualità e le capacità.


Persone, Passione, Progetti per una nuova “buona politica”

La Repubblica di San Marino non merita la fama che si è “conquistata”, grazie alla classe politica degli ultimi 30 anni, di covo di criminali, di paradiso fiscale senza regole, di luogo di occultamento e riciclaggio di capitali.
La Repubblica di San Marino deve percorrere un percorso faticoso e difficile che la riporti nel contesto internazionale nel ruolo che merita, ovvero quello di piccolo paese luogo di mediazioni e di pace e laboratorio per le migliori pratiche democratiche, sociali ed economiche.
La Repubblica di San Marino non può rischiare il collasso economico e lo scontro sociale che può superare solo attraverso ricette concrete e nette come quelle che proporremo.

Le persone che sottoscriveranno questo progetto s’impegneranno in due anni a realizzare un programma di emergenza, che si articolerà su tre punti fondamentali:
• Recupero della credibilità internazionale - Posizionamento internazionale e misure urgenti per la cancellazione del sistema della illegalità
• Rigenerazione della credibilità interna - Impostazione di un modello culturale e sociale “APERTO” e partecipato per sconfiggere il modello clientelare e mafioso; definizione di nuovi strumenti a difesa della legalità e per la certezza del diritto capaci di generare nuove opportunità economiche.
• Equilibrio economico - Valorizzazione delle risorse comuni - Laboratorio per le Best Practice a livello mondiale in campo economico, sociale e democratico


Analisi e risposte alla crisi
La profonda crisi economica che sta colpendo gli Stati Uniti e l’Unione Europea e che ha generato effetti devastanti sulla nostra Repubblica ha un’origine e dei responsabili ben precisi: l’eccessiva finanziarizzazione, la deindustrializzazione, gli attori del mondo finanziario che hanno immaginato un mondo senza regole.
San Marino come paradiso fiscale è stato funzionale al modello economico dominante negli anni passati, un modello impostato sul debito e sulla produzione virtuale di ricchezza.
Quando con il fallimento dei mutui subprime al sistema finanziario mondiale è stato richiesto di rientrare dal debito si sono verificati due effetti che hanno posto i paradisi fiscali nella “lista nera” della comunità internazionale.
In primo luogo, l’opacità dei paradisi fiscali è stata ritenuta tra i responsabili dell’occultamento d’ingenti ricchezze, e l’esigenza del rientro di capitali per sanare il debito ha creato politiche internazionali nettamente contrarie ai paradisi fiscali.
Improvvisamente da centro di un determinato modello nell’area italica e da figura necessaria per quel tipo di modello economico, San Marino si è vista emarginata dalla comunità internazionale perché ritenuta, insieme agli altri paradisi fiscali, “responsabile” della crisi finanziaria.
Nel contempo si è determinato uno scontro di poteri fra coloro che utilizzavano e proteggevano i paradisi fiscali e coloro che avevano il compito di gestire la crisi finanziaria.
E San Marino si è trovata come un vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro di questa guerra.
Il lungo periodo di “vacche grasse” per lo stato di San Marino ha determinato uno scollamento e una diminuzione della tensione sociale per la legalità che ha permesso l’insediarsi di fenomeni criminali che di certo la nostra Repubblica non meritava.
Gli effetti di questo scenario catastrofico sono stati amplificati ulteriormente dalla incapacità di reazione da parte di un Governo che invece di avanzare proposte concrete per superare un sistema economico ormai inadeguato per motivi interni ed esterni, ha perseverato nella linea politica di minima resistenza verso l’esterno e massima continuità nelle pratiche interne.
L’aumento della disoccupazione, le conclamate difficoltà del nostro sistema bancario e il crescente deficit di bilancio non trovano adeguate risposte da parte del Governo, impegnato a gestire con determinazione la sola continuità di gestione del potere.
Cosa che viene confermata dall’accordo elettorale della “grande ammucchiata” nato per confermare il governo precedente, senza programma e senza il consenso degli iscritti, pura espressione delle volontà dei vertici dei partiti che ne fanno parte.
A questa situazione, come ricordato, va ad aggiungersi un pesante degrado morale e di legalità che si è palesato in questi anni grazie all’attività delle procure italiane.
All’emergenza dei conti pubblici si aggiunge l’emergenza culturale di un paese incapace di assumersi le proprie responsabilità, di svolgere compiutamente il proprio ruolo di selezione della classe dirigente, completamente addormentato dalle sirene di un consumismo dilagante e incontrastato, di un individualismo che ha permesso un continuo ed inesorabile deterioramento del tessuto sociale, vera ricchezza della nostra comunità.
Di fronte a questo scenario catastrofico è urgente una presa di responsabilità da parte di tutti i cittadini sammarinesi che amano il proprio Paese e sentono l’urgenza di un necessario impegno per “salvare” il Paese.
Per fare questo sono necessarie pratiche e approcci mentali e culturali differenti, è necessario rigenerare un tessuto sociale scollato e impaurito, è necessario uno slancio di passione civile che superi i dispositivi che hanno determinato la crisi sammarinese e frammentato il proprio popolo.
Quello che i cittadini sottoscrittori di questo progetto vi sottopongono è un tentativo pulito, sincero, appassionato e concreto di portare elementi per una politica innovativa e partecipata che si concentrerà in questa prima fase esclusivamente sull’emergenza e che, se avrà successo, tenterà di consolidarsi in un progetto serio e consistente per governare il Paese, riportandolo nel ruolo internazionale che merita, chiudendo definitivamente questa lunga e brutta pagina di storia sammarinese.

 

 


Il programma dell’emergenza
Il Paese è all’emergenza economica e solo una parte della popolazione avverte la gravità della situazione. La scelta del passato governo di non informare correttamente i cittadini lasciandoli nell’illusoria sicurezza di un benessere che di fatto è già finito, ha inibito le capacità di reazione positiva del Paese e rischia di innescare lo scontro sociale, proprio quando tutti dovremmo stringerci in un impegno comune per superare l’emergenza. Questo è il quadro economico sammarinese oggi: aumento della disoccupazione, forte crisi di liquidità e solvibilità del sistema, reputazione del sistema San Marino in caduta libera, permanenza nella black-list, insostenibilità nel breve periodo del deficit di bilancio.
C’è molto da fare concretamente e con urgenza per affrontare la criticità del momento. Intanto uscire dalla black list, avviare un nuovo modello di sviluppo e ristabilire il posizionamento internazionale di San Marino. In attesa di conoscere l’esito della consultazione referendaria sull’adesione di San Marino all’Europa, noi ci dichiariamo favorevoli ad una maggiore e convinta integrazione internazionale. Ma per quello che concerne l’emergenza Paese proponiamo un’agenda delle cose da fare che è frutto di ascolto, di dialogo, di indagine, di riflessione.
Siamo preoccupati ma guardiamo avanti con fiducia contando su coloro, e non sono pochi, che negli anni del benessere facile hanno tenuto la barra dritta, lavorando seriamente e conseguendo onesti profitti, facendo impresa con la forza dell’impegno e dell’intelligenza, più semplicemente rispettando la legge e facendo il proprio dovere di cittadini.
Queste le nostre cinque priorità per gestire la fase emergenziale:

RECUPERO DI NUOVE RISORSE FINANZIARIE
Il nostro Paese è troppo piccolo per rischiare la propria sovranità ricorrendo a massicci finanziamenti esteri del suo debito pubblico che metterebbero lo Stato nelle mani dei suoi creditori. Dunque occorre recuperare risorse finanziarie al nostro interno anche con misure straordinarie per il tempo necessario a superare la crisi.
Pensiamo di agire su due fronti. Il primo riguarda il risparmio, il controllo e l’efficienza della spesa pubblica. Tutti, dal più alto dirigente fino all’ultimo dipendente PA, dovranno sentirsi impegnati a risparmiare e ad azzerare gli sprechi. É giunto il momento di smentire i pregiudizi e dimostrare le capacità e le professionalità presenti nella nostra PA. Esistono infatti ampi margini di risparmio senza compromettere la qualità dei servizi e margini di razionalizzazione affinchè il servizio pubblico diventi una leva dello sviluppo a favore dell’impresa e possa amplificare le prestazioni dello stato sociale a sostegno delle famiglie. Il secondo riguarda una moderata ed equa intensificazione del prelievo fiscale.
L’insieme di queste queste misure dovrebbe generare un volume di introiti che potrebbe aggirarsi da 80 a 100 milioni di euro all’anno, equamente suddisivi fra nuove entrate e risparmi. Con queste risorse immediate si potrà ridurre il deficit evitando la formazione del debito, garantire i servizi e lo stato sociale, finanziare lo sviluppo per generare nuove imprese, nuovi investimenti e soprattutto nuova occupazione.

EFFICIENZA DELLA PA, RIDUZIONE DI SPRECHI E SPESA PUBBLICA
Per quale ragione lo Stato compra a molto e vende a poco? E perché lo Stato committente paga quasi il 30% in più del committente privato? Serve un intervento immediato di analisi della spesa pubblica, della sua qualità e della sua efficacia. Pensiamo in particolare ad affitti di immobili, consulenze, manifestazioni, erogazioni di contributi, permute, assegnazioni di appalti e di incarichi e a tutte quelle spese non obbligatorie che necessitano di razionalizzazione, controllo, verifiche di opportunità e di legittimità. Pensiamo a una Pubblica Amministrazione che possa funzionare meglio, a condizioni di maggiore uguaglianza fra tutti i lavoratori dipendenti del Paese, a eque opportunità di accesso alle commesse pubbliche
Un immediato piano antisprechi affidato alla coscienziosità e all’impegno dei dirigenti e di tutti i dipendenti pubblici
Uno scivolo per favorire il pensionamento anticipato di dipendenti in ruoli che non necessiteranno di sostituzione
Contributo di solidarietà straordinario e limitato al periodo di crisi, parametrato progressivamente alle retribuzioni pubbliche, ad eccezione di quelle più basse o con gravose situazioni familiari
Incentivi al passaggio dal lavoro pubblico a quello privato
Piano di razionalizzazione organizzativa per massimizzare entro sei mesi la produttività degli uffici e di tutte le strutture pubbliche con l’obiettivo di ridurre drasticamente se non eliminare i costi di appalti, consulenze e pseudoprivatizzazioni, con il divieto di appaltare a privati lavori pubblici che possano essere svolti da forza lavoro della PA e con la possibilità, qualora il piano non dia i risultati sperati in termini di risparmio, del ricorso alla CIG o a contratti di solidarietà
Un piano formativo mirato alla riconversione degli incarichi per riassegnare alle maestranze pubbliche i servizi già esternalizzati
La spesa pubblica dovrà privilegiare, a parità di condizioni, le ditte sammarinesi e garantire un equo accesso alle opportunità di incarichi professionali
Massiccia riduzione delle indennità di funzione
Ricognizione sulle invalidità affinchè vengano indicate le attività lavorative che possono essere svolte dal dipendente e non, come avviene ora, solo quelle che gli sono precluse
Erogazioni pubbliche come assegni di studio, mutui casa, assegni integrativi, certificati di credito sociale, assegni di accompagnamento etc. nonché dispositivi quali i congedi parentali, da disporre non considerando esclusivamente il reddito ma altri indicatori economici dello stato patrimoniale di tutto il nucleo familiare
Contrasto ferreo alle false residenze, ad esclusione dei sammarinesi domiciliati nel circondario che producono reddito in territorio
Aumento del contributo di solidarietà straordinario in particolare sulle pensioni d’oro e riparametrato sulle altre in maniera decrescente, ad esclusione ovviamente delle fasce medio basse.
Accelerazione al processo di piena attuazione della riforma ISS del 2004, in particolare per quanto concerne l’introduzione di sistema informativo, budget, sistema di valutazione e rispetto degli standard internazionali, e per quanto concerne la piena autonomia del Comitato Esecutivo nella gestione del personale e nella gestione finanziaria
Massima integrazione dell’Istituto della Sicurezza Sociale nella rete sanitaria territoriale limitrofa, a tutti i livelli (sanitario, sociosanitario, formativo, progettuale etc.) per favorire le economie di scala e a garanzia della eccellenza delle prestazioni
Ricognizione sui servizi ospedalieri per tracciare la mappa dei servizi essenziali e delle esigenze dell’utenza e allo scopo di creare una struttura commisurata alle esigenze, più duttile e più accessibile da parte degli utenti
Misure e interventi mirati a diminuire i tempi di attesa nei servizi specialistici dell’ISS
Regolamentazione della libera professione dei dipendenti ISS con una intramoenia diretta esclusivamente ai non assistiti ISS. I servizi specialistici offrono infatti alcune eccellenze di diagnosi e cura che possono essere fornite a parte degli utenti del sistema sanitario di Emilia Romagna e Marche anche con un ritorno economico
Rigetto della proposta di trasformazione dell’AASS in società per azioni per evitare la privatizzazione di servizi vitali per il Paese e contestuale revisione delle modalità di scelta e di composizione dei Consigli di Amministrazione delle aziende pubbliche allo scopo di privilegiare le competenze e la managerialità
Sperimentazione in alcuni segmenti della PA del ‘modello di gestione di beni comuni e condivisi’ per verificare la possibilità di darli in gestione a enti no-profit o in perdita che privilegino gli interessi comuni e non la speculazione privata, orientando la struttura organizzativa alla preservazione e valorizzazione del bene comune. I componenti del’organismo di gestione saranno reperiti fra persone competenti del settore e indicati prevalentemente dagli utenti/clienti del servizio stesso.
Revisione urgente del Testo Unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie, anche per recuperare le mancate entrate delle tasse di concessione non riscosse dallo Stato sugli abusi “legalizzati” realizzati grazie alle lacune interpretative della legge. La revisione è oltremodo urgente poichè l’abuso normativo che si sta tuttora realizzando (sfruttando una scorretta e tollerata interpretazione di numerosi articoli di legge), scombina tutti i parametri gestionali del territorio rendendo impossibile il controllo dell’edificato, giunto alla situazione attuale con 9.000 unità edilizie vuote.
Una verifica sugli adempimenti prescritti dalle leggi e assunti dai privati all’interno di una qualsiasi convenzione tra Stato e privato cittadino, per accertare che la parte privata abbia assolto pienamente agli obblighi assunti (come richiesto da Istanza d’Arengo già approvata). La verifica è mirata al recupero dei crediti dovuti, anche attraverso eventuali aste pubbliche per la vendita dei beni immobili acquisiti con le convenzioni o con i pignoramenti provocati dal mancato rispetto degli accordi convenzionali.
Abolizione del contributo per il trasporto scolastico e delle agevolazioni previste dal diritto allo studio, agli studenti che frequentano fuori territorio istituti presenti anche in territorio
Pianificazione degli eventi di promozione turistica calibrata e mirata a quelli che offrono ricadute economiche certe e verificabili
Ristrutturazione del servizio trasporti pubblico con introduzione del servizio “a chiamata”
Sostituzione ove possibile dei libri scolastici con l’utilizzo del tablet come strumento dove caricare testi ed esercitazioni
Un pacchetto di piccole misure come, ad esempio, la garanzia del rispetto dei passi carrai con concessione pubblica annuale, su richiesta dei proprietari, dietro pagamento di un piccolo canone
Avvio di un percorso di avvicinamento alla autonoma gestione delle nostre dogane come contemplato dall’Accordo di Unione Doganale con l’UE

PIÙ GETTITO PER LO STATO
Servono misure fiscali che assicurino maggiori risorse allo Stato e insieme garantiscano una maggiore equità retributiva e la trasparenza del sistema economico. Interventi equi e oculati che non arrechino danno allo sviluppo dell’economia e non gravino sui più deboli, ma vadano a trovare i denari dove ci sono:
Introduzione del regime IVA sull’acquisto di beni e servizi, prevedendo per le piccole e medie imprese nel settore del dettaglio la graduale riconversione del magazzino
Ritenuta fiscale sulle plusvalenze derivanti da prodotti finanziari
Una “exit tax” per i capitali di cittadini sammarinesi trasferiti fuori territorio
Maggiore tassazione sugli strumenti finanziari emessi all’estero rispetto a quelli interni
Minima tassazione dei premi assicurativi e dei prestiti al consumo ‘venduti’ a San Marino da parte di soggetti esteri
Scudo fiscale per favorire il rientro dei capitali sammarinesi esportati all’estero
Imposta progressiva sugli immobili ad eccezione delle case di abitazione purchè non siano di lusso
Imposta progressiva sugli immobili appartenenti a finanziarie e società di leasing
Deducibilità fiscale del 50% degli importi di tutte le spese effettuate in territorio
Misure di accertamento reale del reddito ai fini dell’equa fiscalità, così da consentire un aumento medio di 1,5 punti dell’aliquota di imposta effettiva sulle persone fisiche

RILANCIO DELLO SVILUPPO
Il volume di introiti generati dalla adozione delle misure proposte per il recupero di nuove risorse finanziarie sarà utilizzato per ridurre il debito pubblico e per mettere in campo strumenti a favore dello sviluppo economico, condizione primaria per accrescere il lavoro, e intanto per sostenere i redditi delle famiglie con nuove politiche e strumenti di protezione sociale, come il reddito di cittadinanza. Poiché la permanenza di San Marino nella black-list italiana condiziona il rilancio della nostra economia e del lavoro, dovrà essere messa in campo ogni azione utile alla soluzione del problema, tuttavia bisogna ripartire. Occorre porre le basi per un nuovo modello di sviluppo radicato nello zoccolo duro dell’economia reale, consapevole che non c’è sviluppo economico senza sviluppo sociale, improntato alla lealtà e alla trasparenza delle relazioni economiche fra stati, incentivato nella fase emergenziale da un’azione propulsiva dello stato che possa toccare e stimolare la più ampia gamma di fattori dello sviluppo, fino alla carta delle grandi opere pubbliche e infrastrutturali come volano.
Precondizioni essenziali dunque le relazioni amichevoli fra stati e in particolare con l’Italia per risolvere la questione black-list, poi bassa fiscalità e incentivi mirati ai settori strategici, burocrazia snella, certezza del diritto e trasparenza

IMPRESA TURISMO ARTIGIANATO COMMERCIO
Piano di incentivi fiscali e contributivi a favore di imprese in settori strategici o interessanti
per la Repubblica
Attivazione di un’Agenzia per lo Sviluppo e la promozione degli investimenti esteri in
Repubblica che operi prevalentemente all’estero
Meno burocrazia e meno discrezionalità nella concessione di licenze, fatti salvi requisiti di onorabilità, professionalità, affidabilità e garanzie a tutela del sistema e dei dipendenti
Istituzione immediata dello Sportello Unico delle Imprese
Meno discrezionalità nella concessione di residenza agli imprenditori che vengono a investire e a portare lavoro
Piano di incentivazioni fiscali per promuovere l’insediamento in Centro Storico di strutture di servizio anche per la vita universitaria e negozi di qualità
Incentivi e spazi per l’insediamento nel Centro Storico di botteghe artigiane con lavorazione e vendita diretta di prodotti afferenti le tradizioni artigianali sammarinesi come la lavorazione ceramica e quella della pietra, o di nuovi punti di ristoro e vendita dei nostri prodotti enogastronomici tipici e di eccellenza
Incentivi per attività turistiche specializzate in didattica e animazione culturale al servizio del turismo della disabilità, degli anziani, e delle scuole, recuperando tracciati, siti e poli di attrazione sul territorio da collegare in un sistema di percorsi tematici storici, archeologici, naturalistici (ad esempio il sistema dei Mulini di Canepa, il crinale del Monte, il sistema delle fortificazioni, le gallerie ferroviarie etc.)
Potenziamento della Smac Card. Tale moneta elettronica sarà nominativa, obbligatoria per tutti gli operatori economici che abbiano un rapporto diretto col consumatore finale, differenziata fra residenti e non residenti. La sconto minimo sarà a carico dello Stato e differenziato a seconda della categoria merceologica. Tale potenziamento consentirà l’adozione di politiche differenziate mirate a specifiche aree di vendita quali, ad esempio, il Centro Storico.
Introduzione di una specifica Smac Card turistica per incentivare il turismo di sosta
Politica di accordi internazionali che consenta ai nostri prodotti e servizi di circolare più liberamente fuori dai nostri confini

INFRASTRUTTURE
Aumento della quota di partecipazione sammarinese nella società di gestione dell’Aeroporto Internazionale Rimini - San Marino
Messa in sicurezza della superstrada Rimini - San Marino e avvio degli accordi e delle azioni per la realizzazione di un collegamento rapido con l’aeroporto, l’autostrada e la ferrovia
Progetto di realizzazione rapida a cura dello Stato della rete di cablaggio in fibre ottiche su tutto il territorio per assicurare lo sviluppo e l’evoluzione delle telecomunicazioni. Lo Stato proprietario curerà la gestione della rete anche in vista di concessioni di utilizzo a privati per i servizi finali, dietro pagamento di un canone adeguato
Piano di sviluppo immediato dell’Agenda Digitale: hot spot wifi dislocati sul territorio in aree pubbliche per l’accesso gratuito a internet, sviluppo immediato di siti web e strumenti di comunicazione amministrativa per rendere tracciabile e trasparente l’attività amministrativa dello Stato, valutazione dell’istituzione dell’Agenzia per lo Sviluppo Digitale secondo le indicazioni dell’Associazione Sammarinese per l’Informatica (ASI)
Realizzazione nell’area Logge e cava dei Balestrieri-Giardino dei Liburni della sede espositiva permanente della Galleria d’Arte Moderna e di una grande sala mostre capace di ospitare eventi di richiamo culturale e turistico
Valorizzazione, tutela e bonifica del sito Unesco-Patrimonio dell’Umanità compresa la fruizione delle Cisterne del Pianello a fini culturali e turistici, nel rispetto assoluto del loro fragile equilibrio di monumento storico di cultura materiale nato per altri usi e incuneato nel cuore istituzionale del Paese
Musealizzazione del sito archeologico romano-goto in località Paradiso a Domagnano corredata da un centro dedicato alla didattica della ricerca e della sperimentazione archeologica collegato al ritrovamento del famoso tesoro di Domagnano oggi ospitato nei più importanti musei del mondo
Avvio della realizzazione del campus di Fonte dell’Ovo con la costruzione della nuova sede della Scuola Superiore
Eventuale emissione di Titoli di Stato finalizzata al finanziamento di grandi opere pubbliche o infrastrutturali. Le risorse finanziarie all’interno di San Marino non mancano e, in caso di necessità, lo Stato dovrà essere in grado di intercettarle anche tramite l’emissione di titoli interni alla Repubblica, con rendita più vantaggiosa e garanzia di convertibilità immediata

CONOSCENZA
Pianificazione strategica della formazione universitaria e postuniversitaria collegata al modello di sviluppo e alle nostre vocazioni territoriali, con incentivi speciali per la frequenza di corsi in settori strategici per il futuro del nostro Paese
Piano di formazione linguistica esteso a tutta la cittadinanza per la conoscenza diffusa della lingua inglese, progettato, coordinato e diretto dalla nostra Università con l’interazione di tutte le agenzie culturali e formative del territorio
Piano di formazione permanente rivolto a tutta la forza lavoro sammarinese, condotto dalla nostra Università in accordo con il Centro di Formazione Professionale, per cogliere con flessibilità e prontezza le richieste di professionalità avanzate dall’impresa e dal mercato del lavoro
Istituzione di nuovi corsi di laurea e post laurea che, nel rispetto delle autonomie assicurate all’Università dalla legge e delle nostre vocazioni sociali, culturali, istituzionali ed economiche, perseguano l’attrattività dell’ateneo garantendo l’eccellenza già raggiunta in alcuni campi, potenziando la sua internazionalità, richiamando docenti e collaboratori di chiarissima fama e selezionando discipline e settori innovativi e coerenti con il modello di sviluppo sammarinese, in grado di attrarre un maggior numero di studenti
Piano di sviluppo dell’indotto economico generato dalla presenza della nostra Università che, attraverso appositi incentivi, punti alla creazione di un contesto urbano e di servizi allettante per la scelta dei nostri corsi universitari

TERRITORIO AMBIENTE AGRICOLTURA
Un nuovo Piano Regolatore Generale a crescita zero con l’obiettivo finale di riqualificare quanto costruito finora al fine di migliorare sia il paesaggio urbano che quello territoriale per recuperare l’immagine e la dignità del Paese in quanto realtà statuale autonoma
Individuazione nel PRG di specifiche aree da destinare a strutture ricettive di qualità
Conversione delle attività produttive in attività commerciali di grande dimensione, come gli outlet o gli ipermercati, in una zona produttiva ai confini del territorio. La scelta porterebbe a una diversificazione del traffico degli utenti “stranieri” differenziandoli tra fruitori dei centri commerciali e quelli turistici diretti sul Monte Titano. Le aziende esistenti andrebbero incoraggiate e incentivate a spostarsi in zone più adeguate alla produzione
Classificazione e certificazione energetica degli edifici allo scopo di riqualificare il patrimonio immobiliare esistente. La responsabilità della certificazione resta in capo ai tecnici, mentre allo Stato spetterà la funzione di controllo della bontà della stessa
Tutela concreta del patrimonio rurale di pregio ancora esistente, per conservare la memoria dei nostri manufatti agricoli e delle nostre tradizioni rurali
Una nuova legge sulla agricoltura che disciplini meglio l’impresa agricola, rimuova i vincoli degli indici di superficie rispetto al tipo di attività o servizi forniti, assegni il Codice Operatore Economico ad operatori diversi, anche part-time, introduca agevolazioni fiscali e tributarie per creare nuove opportunità di lavoro legate a produzioni di nicchia su piccola scala (come allevamenti di animali di piccola taglia o da compagnia, o colture particolari come le officinali e le ortive, o la produzione di miele, olio, formaggi, marmellate) e aumentare la disponibilità di prodotti alimentari, officinali, erboristici a km zero
Promuovere il passaggio dalle coltivazioni di grano e foraggio comuni, prodotti che non danno reddito, a varietà più ambite dai mercati di nicchia (ad esempio il farro)
Contributi e mutui ad interesse agevolato mirati (non più a pioggia) per sostenere precisi programmi di sviluppo aziendale che oltre all’attività agricola (produzione di beni e servizi ad esempio agrituristici) tengano conto anche della riqualificazione del paesaggio agrario e dell’ambiente naturale.
Istituzione di marchi di Stato di denominazione di origine, con disciplinari di produzione per specifici prodotti agroalimentari, recupero di varietà/razze tradizionali o sperimentazione di nuove colture, studio delle migliori tecniche di trasformazione alimentare per ottenere prodotti di qualità superiore. E poi strategie di marketing per legare il territorio alle sue produzioni tipiche o di qualità, e una seria tutela pubblica dei marchi per il rispetto di disciplinari e qualità dei prodotti
Gestione trasparente del terreno agricolo di proprietà dell’Ecc.ma Camera. Gli eventuali affitti dovranno essere concessi a privati cittadini sulla base di un preciso regolamento, superando la discrezionalità del Congresso di Stato

BANCHE E FINANZA
Piano di riordino e sviluppo del settore finanziario per la transizione verso modelli di raccolta e impiego compatibili con le dimensioni della nostra economia e con i parametri internazionali di trasparenza e lotta al riciclaggio. Obiettivi: favorire le fusioni bancarie vere e non a carico dei contribuenti, rendere più penetranti i controlli sugli impieghi, creare presidi a tutela del rischio liquidità e Fondi di Garanzia a tutela dei depositanti, porre le condizioni affinchè il nostro sistema bancario possa aprirsi ed operare all’esterno aprendo il ventaglio delle sue opportunità
Qualora lo Stato debba intervenire finanziariamente a sostegno delle banche ne acquisirà le quote relative, anche negli interventi di prestito ancora in essere
Sviluppo del settore assicurativo e della gestione del risparmio grazie alla bassa fiscalità, alla formazione degli operatori, alla possibilità della libera circolazione in Europa dei nostri servizi. Obiettivi: costruire nuovi prodotti finanziari ‘vendibili’ all’estero, attrarre società di gestione in territorio, generare un’attività di grande trasparenza e grandi opportunità di gettito con un quadro normativo chiaro, una rigorosa vigilanza e personale qualificato